I monitoraggi e le PANCINE ARRIVATE!

All’inizio della gravidanza guardavo come una sorta di ammirazione le pancine che si trovavano all’ultimo mese di gravidanza, le avevo fin da subito nominate come PANCINE ARRIVATE.

Le pance erano enormi, si notava una sorta di gonfiore al viso e la pancia un po’ scesa propedeutica all’imminente parto.

Una cosa non mi spiegavo: perché la PANCINE ARRIVATE camminassero tutte  a papera, come perfette imitatrici di bradipi, ma con i movimenti ancora più lenti ed impacciati, forse faceva parte dell’ultima fase anche questo passaggio..

A me mancava un tempo infinitamente lontano anni luce per arrivare a quel momento, a pensare che la mia pancina si cominciava appena ad intravedere.

Le PANCINE ARRIVATE avevano fatto tutti o quasi tutti gli esami finali ed erano praticamente appese solo ed unicamente ai “celebri monitoraggi”.

Ecco la parola monitoraggio per me significava fine della gravidanza, inizialmente non sapevo bene di cosa di trattasse, sapevo solo che comunque prima di partorire bisognava necessariamente passare per quella tappa.

Questo quello che mi frullava per la testa durante i primi mesi di gravidanza…

Oggi sono entrata nel fatidico nono mese di gravidanza e capisco perfettamente perché le PANCINE ARRIVATE camminino a papera per il semplice fatto che il nascituro preme verso il basso provocando un dolore fastidioso al pube il quale non consente molti movimenti; altresì ho capito perché le PANCINE ARRIVATE si muovono lentamente, perché si perde ogni tipo di agilità e si cerca di stare in piedi in equilibrio con un mega COCOMERO da sorreggere.

E secondo voi come ho inaugurato il mio nono mese di gravidanza?

Ma certo effettuando il mio primo “celebre monitoraggio” !!!

Immaginavo questo momento molto più dolce e tenero, forse perché ero carica di aspettative..

Nella realtà tre PANCINE oramai ARRIVATE chiamate con il numeretto di arrivo e buttate dentro una stanza una dietro l’altra per circa 30-40 minuti con delle fettucce (made cotechino) legate al pancione per sorreggere degli attrezzi piatti che monitorano i battiti del cucciolo…

Passato il tempo dovuto stop finito, visita del medico per rassicurare le mamme e via al prossimo monitoraggio…

detto così ‘na schifezza proprio, e dove sta tutta la poesia, tutto l’incanto che mi sono mentalmente costruita?

Vi dirò, questo incanto e questa magia in realtà non mi hanno mai abbandonata, li ho portati dentro la stanzetta asettica ed essenziale dell’ospedale ed hanno contribuito a preservare questo meraviglioso momento dove con tenerezza si sente il battito della nuova vita che è in noi!

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