Incontri in ospedale tra pancine….

Ci aggiriamo per i corridoi dell’ospedale con le nostre cartelline con dentro tutte le visite ed analisi effettuate per finire di fare gli esami prescritti dai rispettivi medici…ci si incontra, ci si aggiorna sullo stato di salute e su come procede la gravidanza, sulle pancine che già hanno partorito e le loro singole esperienze.

Sto parlando del gruppo di pancine che hanno seguito insieme a me, nella struttura ospedaliera dove partorirò, il corso pre-parto e che hanno comunque la data presunta parto indicativamente molto vicina alla mia.

Ieri ho incontrato la ragazza argentina che finirà il termine il sei di dicembre e si trova in attesa di una dolce femminuccia e, mentre aspettavamo per la visita, ci siamo messe a parlare del più e del meno sempre e comunque dell’argomento monotematico relativo alla gravidanza.

Ma che vuoi fare in questo periodo in cui si avvicina la data del parto penso proprio sia inevitabile chiacchierare di questo con persone che condividono lo stesso momento …così abbiamo scoperto di soffrire entrambi di emorroidi, mi raccontava quanto doloroso è stato fare il tampone anale, tra l’altro questo esame lo devo ancora fare lo farò prossimamente, mi diceva quanto si sentiva pesate con la pancia che cresceva ogni giorno di più etc. etc.

Sicuramente una persona non in gravidanza sarebbe scappata entro i primi due minuti dall’inizio della chiacchierata per la pesantezza dei discorsi mi rendo conto, almeno io sarei scappata subito, ma non in questo momento…

Mentre si parlava di queste belle cosine si avvicina un’altra pancina compagna sempre del corso pre-parto la quale oltre a confermarci che il figlio è rimasto podalico ci ha detto che il 13 le è stato fissato il cesareo. Ho domandato perché non ricorresse alle manovre che i medici effettuano per provare a vedere se si può mettere nella giusta.

Penso sia molto soggettivo ho capito perfettamente che non voleva disturbare il cucciolotto che ha trascorso tutta la gravidanza seduto nel grembo materno.

Così, ci ha anche aggiornato sul suo ricovero di una settimana per via della pressione alta. In questa occasione ha incontrato una nostra compagna del corso pre-parto che stava in stanza con lei la quale ha partorito e si è soffermata a descrivere per filo e per segno la modalità del parto della poveretta. Dopo dodici ore di travaglio, mentre dava le spinte il bambino scendeva e risaliva in quanto aveva il cordone attorno il collo indi per cui hanno optato, dopo un lungo travaglio per un cesareo d’urgenza, mamma mia poverina! Eppure sapete di casi di questo tipo ne ho sentiti tantissimi e sono più frequenti di quanto sembra, l’importante che sia il cucciolotto sia la mamma stiano bene;)

La nostra chiacchierata tra pancine s’interrompe quando l’infermiera chiama il mio numero per la visita…saluto tutte con la speranza di rincontrarci prima del parto magari sempre sui corridoi.

 

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